In questi mesi siamo sopravvissuti miracolosamente indenni ad una serie continua, estenuante ed estremamente eterogenea di prove psicofisiche: l’indubbiamente traumatico ritorno a scuola dopo 3 mesi di vacanze a incastro, un'ininterrotta stagione festiva che nella mente dei nani (e dei direttori marketing) collega halloween al all’epifania senza soluzione di continuità, il Natale, che è ormai è una maratona di 40 giorni pieni di “jingle bells” e “last christmas”(con buona pace del whammageddon), il compleanno di Sirio che tutte le feste si porta via, fino ad arrivare alla sofferta e provant